Gestione morosità

YOU NEVER JUMP ON A BOAT! (RICEVERE LEZIONI VALIDE PER TUTTO…)

«Mi ricordo una volta che ero in barca con degli amici… »

Ora che ho la tua attenzione, posso dirti che davvero queste sono le parole con cui è cominciata una lezione che mi ha da poco dato il mio capo, e siccome è stato un prezioso promemoria dell’atteggiamento giusto per essere un professionista, la voglio condividere.

Però comincio dall’inizio, ci sono due premesse.

La prima, più generale e valida per tutti, è che siamo alla fine di un trimestre estivo (01.07.2019-30.09.2019).

I trimestri estivi, nella gestione crediti, hanno la tendenza a rasentare l’orrore cosmico lovecraftiano, in quanto i clienti vanno in ferie, si dimenticano i pagamenti, riducono la disponibilità per cassa (a causa delle ferie dei loro clienti), e insomma per tutta una serie di motivi, scuse e balle, tendono a non farti avere i tuoi soldi.

Per me, quindi, uscire dall’estate senza essere troppo bastonato è sempre una piccola vittoria.

La seconda premessa è più specifica della mia azienda e del mio operato in essa: sono stato assunto un anno fa, ed avevo promesso una significativa riduzione degli insoluti in special modo nella fascia retail. Ad oggi, rispetto al dato di partenza, secondo i miei conteggi abbiamo ridotto l’insoluto del 34,8%. Per fine anno voglio arrivare al 45,2%. Se il mio calcolo è corretto, sono perfettamente allineato con il mio programma. La mia prova del nove sui calcoli però è un file che ci arriva da casa madre ogni 2 settimane, e che aspettavo con ansia.

È stato con lo spirito generato da queste due premesse che, impaziente di vedere riconosciuto il buon lavoro (la suscettibilità all’adulazione è uno dei miei molti difetti…) sono entrato nell’ufficio del General Manager chiedendo se il report fosse arrivato, saltellando da un piede all’altro preda del nervosismo.

La sua risposta è stata questa:

«Mi ricordo una volta che ero in barca con degli amici, ad un certo punto arriviamo ad un porto e, noi, con la nostra carriola sgangherata, conoscemmo un ragazzo inglese, molto giovane, che di mestiere faceva lo skipper.

Gli chiedemmo di raccontarci qualche episodio avventuroso della sua vita, ma lui rispose che non ne aveva.

Insistemmo, magari qualche momento di tempesta, vento forte, navigazione in momenti critici, ma lui rispose che no, tanto per mare con i clienti ci si va col sole, e lui si metteva per mare dopo avere controllato bene le previsioni.

Ancora insistemmo, insomma, ci sarà stato una volta in cui sei dovuto saltare sulla barca e…

No – ha detto – you never jump on a boat. You walk on a boat”.

E in questo modo ci ha fatto capire che un professionista vero è così, non si fa mai prendere da panico e ansia, rimane controllato. Per cui sta tranquillo, sarà il numero che sarà, nella peggiore delle ipotesi bisognerà lavorare e sistemare».

Ora, questa è una delle cose che ho sempre predicato recuperando crediti, eppure sentirmelo dire in maniera così limpida e cristallina, con una massima semplice ma di indubbia efficacia, è stato un promemoria che mi rimarrà sempre stampato in fronte.

Devi fare il risultato? Comunque you never jump on a boat, e grazie al mio capo per avermene fatto memoria!

Photo by Shahid Kazi on Unsplash

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